I sistemi SCADA (Supervisory Control and Data Acquisition) controllano impianti critici come depuratori e acquedotti nel territorio agrigentino. Martino Roberto si occupa della sicurezza di questi sistemi, dove un attacco informatico può tradursi in conseguenze fisiche reali su infrastrutture essenziali per la comunità.
Perché i sistemi SCADA richiedono un approccio specifico
Un sistema SCADA che gestisce un impianto di depurazione non può essere trattato come un server d'ufficio: aggiornamenti e modifiche devono essere pianificati con estrema cautela per non interrompere servizi essenziali, mentre la sicurezza va costruita attorno a questi vincoli operativi.
Il rischio della convergenza con le reti IT
Molti sistemi SCADA del territorio, originariamente isolati, sono oggi collegati a reti IT per il monitoraggio remoto — una comodità operativa che aumenta però l'esposizione a minacce tipiche del mondo IT. Martino Roberto valuta questa convergenza e implementa segmentazione adeguata.
I sistemi SCADA di un impianto idrico possono essere aggiornati come un normale server?
No, richiedono pianificazione molto più attenta per non interrompere servizi essenziali: spesso la soluzione preferibile è isolare e monitorare piuttosto che aggiornare frequentemente.
Un attacco a un sistema SCADA di un acquedotto può avere conseguenze reali sulla popolazione?
Sì, potenzialmente: un sistema SCADA compromesso potrebbe alterare parametri critici (es. dosaggio di trattamento dell'acqua) con conseguenze dirette sulla fornitura o sulla qualità del servizio.
Chi gestisce impianti SCADA critici deve seguire normative specifiche?
Sì, molti impianti critici come acqua ed energia rientrano nel perimetro della direttiva NIS2, che impone misure specifiche di gestione del rischio anche per questi sistemi.
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