Per un'azienda logistica o portuale di Palermo, un'interruzione informatica non è solo un fastidio: significa merci bloccate, contratti a rischio, clienti insoddisfatti. Martino Roberto costruisce piani di continuità operativa che definiscono in anticipo come l'azienda deve reagire per restare operativa durante e dopo un incidente informatico.
Un piano scritto prima che serva, non durante l'emergenza
Decidere come reagire mentre un incidente è già in corso porta quasi sempre a errori costosi. Martino Roberto scrive insieme alle aziende palermitane un piano concreto, con ruoli e procedure chiare, prima che l'emergenza arrivi.
Priorità realistiche per chi movimenta merci
Non tutti i sistemi hanno la stessa urgenza di ripristino: per un'azienda logistica, i sistemi di tracciamento merci e le comunicazioni con il porto hanno priorità diversa rispetto, ad esempio, al sito web aziendale. Martino Roberto costruisce il piano su queste priorità reali.
Qual è la differenza tra un piano di continuità operativa e un disaster recovery plan?
Il disaster recovery si concentra sul ripristino tecnico di sistemi e dati, mentre il piano di continuità operativa copre l'intera organizzazione: processi, persone, comunicazione verso clienti e fornitori durante l'interruzione.
Un piano di continuità operativa va testato periodicamente?
Sì, Martino Roberto consiglia simulazioni periodiche: un piano mai testato spesso rivela lacune proprio nel momento in cui serve davvero.
Serve un piano diverso per ogni tipo di incidente possibile?
No, un buon piano di continuità operativa copre scenari generali di interruzione, con alcune sezioni specifiche per i rischi più probabili per quella particolare azienda, come un attacco ransomware per chi movimenta merci con sistemi digitali.
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