Prima che un criminale informatico trovi una falla in un'azienda di Agrigento, è meglio che la trovi un ethical hacker. Martino Roberto simula attacchi reali contro sistemi, applicazioni e reti aziendali per individuare le vulnerabilità mentre c'è ancora tempo per correggerle.
Cosa fa davvero un ethical hacker
Un ethical hacker usa le stesse tecniche di un attaccante reale — ma con autorizzazione esplicita e un perimetro definito — per dimostrare concretamente se e come un sistema può essere violato, non solo elencare vulnerabilità teoriche.
Dal test al report azionabile
Trovare una vulnerabilità non basta: Martino Roberto consegna un report che spiega il rischio reale, come è stato sfruttato durante il test, e quali correzioni hanno la priorità più alta per l'azienda.
Un ethical hacker è legale?
Sì, a differenza di un attaccante criminale, un ethical hacker opera sempre con autorizzazione scritta dell'azienda, entro un perimetro e un periodo di tempo concordati in anticipo.
Quanto spesso bisognerebbe fare un test con un ethical hacker?
Almeno una volta l'anno, e ogni volta che vengono introdotti cambiamenti significativi nei sistemi esposti (nuovo sito, nuova applicazione, nuova infrastruttura di rete).
Qual è la differenza tra un ethical hacker e un penetration tester?
Nella pratica i termini si usano spesso come sinonimi; 'ethical hacker' è un termine più ampio che può includere anche attività come il bug bounty, mentre 'penetration test' indica più specificamente un progetto di test con perimetro e obiettivi definiti.
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