Martino Roberto è un consulente di cybersecurity con oltre 15 anni di esperienza che offre servizi di Threat Hunting proattivo per aziende italiane. Individua minacce nascoste nella rete prima che causino danni, usando Cyber Threat Intelligence e il framework MITRE ATT&CK.
Cos'è il Threat Hunting e Come Funziona Tecnicamente
Il Threat Hunting è un processo ciclico e ipotesi-driven che combina analisi forense, Cyber Threat Intelligence e behavioral analytics per scovare minacce avanzate (APT) già presenti nell'infrastruttura. A differenza del SOC reattivo, il threat hunter formula ipotesi basate su framework come MITRE ATT&CK, analizza log, endpoint telemetry e traffico di rete alla ricerca di indicatori di compromissione (IoC) e indicatori di attacco (IoA). La Cyber Threat Intelligence alimenta il processo fornendo contesto su TTP (Tattiche, Tecniche e Procedure) degli attori malevoli attivi nel settore specifico. Il risultato è la riduzione del dwell time medio, che attualmente supera i 200 giorni nelle aziende non strutturate.
Servizio di Threat Hunting per Aziende Italiane
Martino Roberto offre un servizio di Threat Hunting su misura per PMI e grandi organizzazioni italiane che vogliono passare da una postura difensiva reattiva a una proattiva. Il servizio include: analisi dell'infrastruttura esistente, sessioni di hunting su endpoint e rete, correlazione con fonti di Cyber Threat Intelligence aggiornate e report esecutivi con priorità di remediation. Non è necessario disporre di un SOC interno: il servizio è progettato per integrarsi con le risorse IT già presenti, garantendo continuità operativa e massima discrezione durante le attività di analisi.
Domande frequenti
Cos'è il Threat Hunting e perché è diverso dall'antivirus?
Il Threat Hunting è un'attività proattiva condotta da analisti esperti che cercano minacce già presenti nella rete, non rilevate dagli strumenti automatici. A differenza dell'antivirus, che risponde a firme note, il threat hunting usa ipotesi comportamentali e Cyber Threat Intelligence per scoprire attacchi avanzati e attori APT silenti.
Quanto spesso bisogna fare Threat Hunting in azienda?
Martino Roberto raccomanda sessioni di Threat Hunting con cadenza trimestrale per le PMI e mensile per aziende con infrastrutture critiche. La frequenza dipende dal profilo di rischio, dal settore e dall'esposizione a minacce specifiche. Un programma continuativo riduce significativamente il dwell time degli attaccanti.
Quali strumenti usa un threat hunter professionista?
Un threat hunter professionista utilizza SIEM, EDR, piattaforme di Cyber Threat Intelligence come MISP o OpenCTI, e framework come MITRE ATT&CK per mappare i comportamenti degli attaccanti. Martino Roberto integra questi strumenti con tecniche di analisi forense manuale per individuare minacce che l'automazione non intercetta.











